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Stefano Labbia nasce a Roma nel 1984. Esordisce nel 2016 con la prima silloge poetica,
Gli orari del cuore (Leonida Editore). Nel 2017 esce con una seconda raccolta (I Giardini Incantati,
Talos Edizioni) e nello stesso anno si segnala in numerosi premi letterari italiani ed internazionali.
La selezione di sue opere inedite gli garantisce la presenza nella raccolta di racconti horror
Un penny dall’inferno (Sensoinverso Edizioni), nell’antologia poetica Versus Sulmona 2016-2017
(Lupi Editore), nell’antologia di racconti Preghiera di un uomo che cade dalle nuvole 
(Sensoinverso Edizioni), nata dal concorso letterario “Oceano di Carta 2017”, nell’antologia
di racconti e poesie Una città che scrive. Una città che rinasce, per il Premio Letterario
Internazionale “Una città che scrive 2017” e nella raccolta poetica a firma di autori vari Rosa,
pubblicata in occasione del concorso letterario “Versi in volo” (Sensoinverso Edizioni).
È stato finalista per due anni consecutivi (2016-2017) al “Premio Giuseppe Gioachino Belli”
istituito dall’accademia romana omonima. Il suo primo romanzo (Piccole vite infelici) ha vinto
il Premio Elison 2017 come miglior romanzo inedito. Nel 2018 ha vinto la quarta edizione
del concorso letterario “LuceNera” indetto da Sensoinverso Edizioni prendendo parte così
a Nello Specchio, raccolta di racconti brevi di autori vari. Collabora con numerosi portali e testate
giornalistiche e con un programma radio da lui ideato per il web.

Pontus Wåhlström vive e lavora a Stoccolma, dove è nato nel 1976. Opera in modo istintivo,
traendo ispirazione da ciò che lo circonda e dalle sensazioni che ne scaturiscono. “Negli olî
di soggetto naturale, il più delle volte il lavoro si sviluppa partendo da fotografie dei dintorni
di Stoccolma. Da queste traggo una prima ispirazione e con l’aggiunta o la rimozione di alcuni
particolari me ne approprio. A volte il risultato rimane fedele a ciò che mi ha ispirato, altre volte
se ne distacca completamente. Mi sforzo comunque sempre di aggiungere una dimensione
che contenga un po’ di mistero. Nei dipinti astratti invece, la cosa più importante è la sensazione immediata che si prova osservandoli. Io credo nella prima impressione, antecedente l’analisi
e la riflessione critica. La prima reazione, positiva o negativa che sia, è quella vera, è quella
da cui partire. Uso sovrapposizioni, colori e ogni sorta di strumento utilizzabile per far sì
che il dipinto possa procedere a un successsivo stadio di sviluppo. È il dipinto stesso che detta
le proprie regole e suggerisce quale direzione seguire, io non faccio altro che cogliere queste
esigenze e cercare di realizzarle”.
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